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"Alcol e lavoro: l’impatto della crisi sulla vita dei lavoratori"
fonte www.puntosicuro.it / Eventi e Appuntamenti
10/12/2014 - In questo
periodo di crisi economica, di crisi
prolungata che sembra non avere fine, di conseguente trasformazione della
società e del lavoro, si “moltiplicano le situazioni di vulnerabilità, migliaia
di persone che avevano raggiunto un certo equilibrio e una condizione di vita
decorosa si trovano” - finita la CIG (cassa integrazione) e i pochi altri
strumenti di protezione sociale – “all'improvviso proiettate nel ‘vuoto’
dell'incertezza rispetto al loro futuro, senza un paracadute”. E tra l’altro
questo avviene in una società che sembra aver fatto propria la “cultura della
rottamazione non solo degli oggetti ma anche degli umani non adatti o non più
adatti in nome dell'efficienza del sistema azienda e del ricambio generazionale
che si sta realizzando senza la mediazione di un patto di alleanza tra le
generazioni”. E comunque condizioni di lavoro stressanti sono “molto diffuse in
quasi tutti i luoghi di lavoro che vanno bene anche in questa fase di crisi.
Sono realtà che richiedono prestazioni molto competitive con una selezione dura
tra gli adatti e i non adatti”.
A parlare in questi termini è
Gino Rubini, che ha affrontato il problema di come fare prevenzione rispetto al
rischio di alcolismo nei lavoratori che hanno perso o stanno perdendo il lavoro
in un convegno dedicato ai problemi correlati all’alcol e al lavoro.
È evidente che in una situazione
come quella ben descritta da Rubini, le problematiche correlate alla dipendenza
da sostanze
psicotrope e al consumo di alcol rischiano inesorabilmente di allargarsi.
Il convegno, dal titolo “
Alcol: tra diritto al lavoro e diritto alla
salute”, si è tenuto a Bari il 7 novembre scorso – organizzato da Asl Bari, Regione Puglia, Società italiana di alcologia,
con la collaborazione della Società Nazionale Operatori della Prevenzione ( SNOP) – e ha visto la
prima sessione (“Alcol e diritto al
lavoro”) introdotta da una relazione di Anna Guardavilla che - come raccontato
nel documento SNOP “
Alcol e lavoro: un
importante convegno a Bari” - ha “fatto il punto sugli aspetti giuridici e
giurisprudenziali inerenti la gestione dei problemi
alcol correlati negli ambienti di lavoro, ragionando sulle figure deputate
a farsene carico all’interno del sistema lavoro”.
A seguire c’è stata poi una
Tavola Rotonda sul tema “Gli effetti
della crisi sulla salute dei lavoratori”, moderata da Giorgio Di Leone e da
Fulvio Longo. E anche in questo caso il
fil
rouge di tutti gli interventi “è stata la crisi
socio economica che caratterizza questo lungo momento storico, avendo sullo
sfondo l’alcol vissuto come ‘protesi’ e come ‘automedicazione’ e dall’altro il
rapporto qualità del lavoro/qualità della vita che spesse volte determina
emarginazione ed espulsione o difficoltà alla immissione/reimmissione nel
mercato del lavoro”.
Successivamente si è tenuta la
seconda sessione dedicata al tema
“Alcol e diritto alla salute” con una relazione introduttiva da parte di
Emanuele Scafato (Direttore dell’Osservatorio Nazionale Alcol CNESPS
dell’Istituto Superiore di Sanità nonché Presidente della Società Italiana
Alcologia) di ampio respiro e fortemente documentata dal punto di vista
scientifico.
La
Tavola Rotonda, che ha fatto seguito a questo intervento, era
finalizzata ad un confronto “tra i vari nodi della
rete che si dovrebbe fare carico dell’individuazione, della cura,
della riabilitazione e della tutela nei luoghi di lavoro del soggetto con problemi
Alcol Correlati”. E risulta “evidente ancora oggi la difficoltà di mettere
in rete saperi e le scarse risorse con l’obiettivo di rendere più omogenei e
efficaci gli interventi su tutti i territori regionali”.
In particolare – continua il
documento SNOP - questa è una “problematica purtroppo molto diffusa in vari
settori della sanità italiana ma che è particolarmente significativa per quelle
attività nelle quali la comunicazione, la valorizzazione delle esperienze e la
rete assumono un’importanza fondamentale (come per l'appunto è il caso
dell’alcologia e delle dipendenze in genere o delle attività dei dipartimenti
di prevenzione)”.
Riguardo al tema delle reti di
prevenzione riprendiamo l’intervento di Gino Rubini “
Come fare prevenzione rispetto al rischio di alcolismo nei lavoratori
che hanno perso o stanno perdendo il lavoro” con riferimento alla parte
relativa alle
reti sociali come
strumento di prevenzione.
Per fare una reale prevenzione si
indica che un primo passo è “quello di non lasciare sole le persone e/o i
gruppi di lavoratori che hanno perso o stanno perdendo il lavoro”.
Infatti le reti sociali formali e
informali “sono decisive per mantenere quella socialità necessaria a
condividere le fasi di crisi personali”.
Ad esempio una delle forme più
tradizionali di rete è il “ruolo di accompagnamento del sindacato nel
predisporre e gestire gli strumenti immediati di tutela contrattuale e anche
burocratica delle persone. Esistono poi altre reti di protezione e tutela che si
sono sviluppate in questi anni per dare una risposta ai bisogni non materiali
ma di sostegno
psicologico ai singoli, a quelle persone che non riescono ad elaborare il
lutto per la perdita dello status di lavoratore, di persona autonoma”.
Dopo aver riportato alcune
esperienze del territorio bolognese, l’intervento sottolinea che “conoscere il
sistema di reti sociali e connettere la domanda di aiuto che viene dalle
persone in crisi è il primo passo per fare prevenzione rispetto ai disturbi
dell'adattamento che comportano atteggiamenti negativi verso la salute come
l'uso di sostanze, alcol”. E le varie reti associative e sociali “hanno bisogno
di linee guida e di formazione dagli esperti per non commettere errori nel loro
operare e nell'accoglimento delle persone che soffrono.
In buona sostanza per “fare
prevenzione rispetto all' abuso
dell'alcol riferito al lavoro e alla perdita del lavoro richiede agli
attori sociali e istituzionali la
predisposizione
di reti sociali che siano in grado di accogliere ed ascoltare le persone
che sono andate in crisi perché abbiano un luogo e supporti per ridefinire il
proprio progetto di vita”. Ma purtroppo “siamo molto lontani da ciò che sarebbe
giusto e necessario fare”.
Concludiamo con alcune
indicazioni tratte dall’intervento di Claudio Renzetti (sociologo clinico,
formatore e supervisore metodologico in ambito dipendenze patologiche, salute
mentale e cure palliative) sull’
impatto
della crisi sulla vita delle persone.
Vengono fatte alcune ipotesi e
“congetture”:
- il “presente viene percepito
come una condizione ‘sismica’ (instabile e incerta) mentre il futuro non è più
una promessa ma una minaccia”;
- il rischio più significativo
“non è la perdita (lavoro - legami affettivi), ma il sentirsi perdenti, non più
in grado di vedersi in prospettiva, dentro un processo evolutivo. Se il senso
della mancanza è il motore che fa girare il mondo, allora è utile/urgente
capire (valutare) come ad esso si cerca rimedio”;
- “quando la realtà è
insopportabile o insoddisfacente bisogna inventarsene un’altra. Si idealizza un
altrove (ovunque, ma non qui ed ora) e mentre lo cerchiamo (attivamente) o lo
aspettiamo (passivamente) ci circondiamo di protesi, chimiche o tecnologiche,
formidabili integratori delle nostre mancanze”;
- “per molti di quelli che
considerano la crisi come un fatto personale, e un punto di non ritorno,
l’alcol (spesso combinato con psicofarmaci e/o droghe) rappresenta un rimedio
possibile, anche se non sempre desiderabile, e - nella loro visione - venirne
fuori significa precipitare nel qui ed ora, e dover affrontare quindi
‘disarmati’ le difficili sfide della contemporaneità”.
E, in questo senso, la
prevenzione è un “processo delicato e complesso”, con aspettative a volte
eccessive ed esiti incerti.
Ricordando che PuntoSicuro
tornerà sui temi presentati nel convegno, concludiamo presentando gli atti
pubblicati sul sito della SNOP:
-
“ Alcol e lavoro: un importante convegno a Bari”, SNOP
(formato PDF, 358 kB);
- “ Alcol tra diritto al lavoro e diritto alla salute”, Anna
Guardavilla (formato PPT, 612 kB);
- “ L’impatto della crisi sulla vita delle persone”, Claudio
Renzetti (formato PDF, 612 kB);
- “ Gli effetti della crisi sulla salute dei lavoratori
(immigrazione, precariato, stress lavoro-correlato ed emarginazione: le azioni
di prevenzione per il consumo di bevande alcoliche)”, Ernesto Ramistella
(formato PDF, 612 kB);
- “ Gli effetti della crisi visti da un dipartimento delle
dipendenze che tratta si persone/famiglie, con un problema alcol correlato, ma
che deve predisporre progetti riabilitativi basati su tre pilastri essenziali:
la casa, il lavoro e la socialità”, Francesco Piani (formato PDF, 612 kB);
- “ Come fare prevenzione rispetto al rischio di alcolismo nei
lavoratori che hanno perso o stanno perdendo il lavoro”, Gino Rubini
(formato PDF, 612 kB);
- “ Quale è il nesso tra processi di emarginazione, espulsione del
mercato del lavoro, uso di alcol e problematiche di tipo criminologico e che
attengono il controllo e la sicurezza sociale?”, Ignazio Grattagliano
(formato PDF, 612 kB);
- “ Quali sono l’attuale orientamento del Coordinamento delle
Regioni, gruppo dei servizi territoriali di prevenzione delle ASL e dei
Ministeri in merito alla verifica d'efficacia degli strumenti predisposti e i
futuri orientamenti”, Luciano Marchiori (formato PDF, 612 kB);
- “ Una crisi così prolungata come quella che stiamo vivendo ha
conseguenze negative sulla salute dei lavoratori e in particolare sulla
capacità di gestione della prevenzione all’interno delle imprese?”, Marco
Frey (formato PDF, 612 kB).
Tiziano Menduto
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