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"DPI per l’udito: cuffie, inserti auricolari e caschi"
fonte www.puntosicuro.it / D.P.I.
27/02/2015 - Sappiamo che il
rumore rappresenta uno dei
principali fattori di rischio per la salute dei lavoratori, sia per la
diffusione del rischio che per la gravità dei danni correlati. E
l’eventuale “danno” al lavoratore spesso non si manifesta immediatamente
ma nel tempo, in modo progressivo e irreversibile.
Ricordando che nei luoghi di lavoro, l’identificazione delle aree
di rumore, la valutazione dell’esposizione e la riduzione del rumore,
devono richiedere attenzione prioritaria, i
dispositivi di protezione individuali (DPI)
dell’udito, o protettori auricolari, devono essere utilizzati come
ultima risorsa dopo che nel luogo di lavoro sia esaurita “ogni altra
iniziativa di tipo tecnico, organizzativo e procedurale per la riduzione
dell’esposizione del lavoratore al rumore”.
Per avere informazioni sui
dispositivi di protezione dell’udito
torniamo ad occuparci del progetto multimediale Impresa
Sicura - elaborato da EBER, EBAM, Regione
Marche, Regione Emilia-Romagna e Inail - che è stato validato dalla Commissione
Consultiva Permanente per la salute e la sicurezza come buona
prassi nella seduta del 27 novembre 2013. Progetto che ha prodotto negli
anni non solo diversi materiali relativi alla prevenzione in vari comparti
lavorativi (metalmeccanica, cantieristica navale, lavorazione del legno,
calzature, ...), ma anche una raccolta dettagliata di informazioni sui Dispositivi
di Protezione Individuale nel documento “ ImpresaSicura_DPI”.
Il documento ricorda in
particolare che è grazie alle loro proprietà di attenuazione che i dispositivi
di protezione dell’udito riducono gli effetti
del rumore. Senza dimenticare che
per l’udito, oltre al fattore di rischio rumore, “si evidenzia
l’esistenza del fattore di rischio ‘
ototossicità’,
azione lesiva molto selettiva sull’apparato uditivo, in particolare sul nervo
acustico, con alterazione dell’udito e dell’equilibrio. Le sostanze
ototossiche possono interagire quando utilizzate simultaneamente e il danno
complessivo può essere maggiore di quello che deriverebbe dalle due singole
sostanze (effetto sinergico). Ad esempio i solventi possono avere “azione
neurotossica (cioè azione tossica sul tessuto nervoso) sul Sistema Nervoso Centrale
(SNC) e sul Sistema Nervoso Periferico (SNP)”.
Il documento riporta poi alcune
informazioni per la selezione dei dispositivi, ricordando che il DPI
dell’udito scelto “oltre ad essere confortevole, efficace ed appropriato al
tipo ed alla durata del rumore”, deve anche “essere compatibile con l’attività
svolta e con gli altri dispositivi di protezione utilizzati
contemporaneamente”.
Veniamo alla
classificazione dei DPI
di
protezione dell’udito:
Sono tre i tipi di dispositivi
che attenuano gli effetti del rumore sull’apparato uditivo:
-
cuffie;
-
inserti auricolari;
-
caschi.
Tuttavia il lavoro in condizioni
di rumore estreme a volte “può richiedere una protezione maggiore rispetto a
quella fornita da una cuffia o da un inserto auricolare indossati separatamente”.
E “l’attenuazione fornita dall’utilizzo congiunto dei due protettori non
corrisponde alla somma di quella che caratterizza i singoli protettori. Alcune
combinazioni possono addirittura ridurre la protezione. È opportuno seguire il
consiglio di persone competenti per quanto concerne la capacità di una
combinazione di protettori a fornire una maggiore attenuazione. Se sono
disponibili dati sull’attenuazione per le combinazioni, sarebbe preferibile
utilizzare questi prodotti”.
Il primo DPI presentato sono le
cuffie.
Questo dispositivo è costituito
da:
- “conchiglie che coprono le
orecchie e creano un contatto ermetico con la testa per mezzo di cuscinetti
morbidi solitamente riempiti con liquido o espanso; sono solitamente rivestite
con materiale fonoassorbente;
- fascia di tensione o archetti
di sostegno”;
- “cinghia di sostegno flessibile
su ciascuna conchiglia o sull’archetto di sostegno in prossimità delle
conchiglie che serve a sostenere le conchiglie stesse quando l’archetto di
sostegno è indossato dietro alla testa o sotto il mento”.
In particolare le “
cuffie con archetto di sostegno dietro
alla nuca e sotto il mento consentono di indossare contemporaneamente un elmetto
di sicurezza. Gli archetti universali, gli archetti di sostegno dietro alla
nuca e sotto il mento possono essere integrati da cinghie di sostegno che
assicurino un adattamento affidabile della cuffia”.
Dispositivi particolari sono:
- le
cuffie per comunicazione: “sono un tipo speciale di protettore
auricolare, sono associate a dispositivi di comunicazione e necessitano di un
sistema aereo o via cavo attraverso il quale possono essere trasmessi segnali,
allarmi, messaggi di lavoro o programmi di intrattenimento”;
- i
protettori per la riduzione attiva del rumore (ANR): “sono
protettori auricolari che incorporano dispositivi elettroacustici concepiti per
sopprimere parzialmente il suono in arrivo al fine di migliorare ulteriormente
la protezione del portatore. Infatti i rumori pericolosi non raggiungono
l’orecchio grazie all’elettronica, per cui non vi sono pericoli per l’udito in
caso di permanenza in ambienti di alta e media rumorosità”.
Gli
inserti auricolari – chiamati anche “tappi” – sono invece
protettori auricolari che “vengono inseriti nel meato acustico esterno oppure
posti nella conca del padiglione auricolare per chiudere a tenuta l’imbocco del
meato acustico esterno. Talvolta sono provvisti di un cordone o di un archetto
di interconnessione”. Sono da indossare “sollevando il padiglione auricolare in
modo da raddrizzare il condotto uditivo, favorendo l’introduzione del tappo che
va leggermente ruotato. Al momento dell’uso vanno maneggiati con mani pulite, e
si deve essere sicuri delle loro condizioni igieniche”.
In particolare i “tappi” si
suddividono in “due categorie:
-
inserti monouso: destinati ad essere utilizzati una sola volta;
-
inserti riutilizzabili: destinati ad essere utilizzati più volte”.
Inserti auricolari particolari
sono gli
inserti sospesi su un archetto
di sostegno; vengono inseriti o posti all’imbocco del meato acustico
esterno in modo da chiuderlo a tenuta”.
Rimandiamo alla lettura integrale
del documento che riporta un’utile tabella che riporta il confronto tra i
diversi tipi di inserti auricolari.
Infine, riguardo alla tipologia
dei dispositivi, il documento riporta qualche indicazione sui
caschi/
elmetti acustici.
Gli
elmetti acustici “coprono sia gran parte della testa sia l’orecchio
esterno. Ciò può ridurre ulteriormente la trasmissione dei suoni per via aerea
alla scatola cranica e quindi ridurre la conduzione ossea del suono
all’orecchio interno”.
Il documento riporta poi
l’attenuazione sonora di diversi tipi di otoprotettori e i diversi elementi da
considerare per la scelta del protettore (per ogni elemento si indica quali protettori sono consigliabili), ad
esempio con riferimento a:
- temperature ambiente e/o
umidità elevate;
- lavoro fisico che comporta
frequenti movimenti del capo;
- condizioni di rumore estreme;
- ambienti polverosi;
- esposizione ripetuta a rumori
di breve durata;
- uso per lunghi periodi durante
la giornata lavorativa;
- lavoro che comporta l’uso di
guanti;
- processi di infiammazione nelle
orecchie;
- localizzare sorgente sonora;
- suoni informativi ad alta
frequenza del processo lavorativo;
- rumori ambiente a bassa frequenza.
Concludiamo questo breve excursus
parlando dei suoni/segnali che devono essere ascoltabili nel processo
lavorativo in rapporto alla scelta
degli otoprotettori:
-
suoni informativi del processo lavorativo: “quando nel rumore
prodotto dal lavoro devono essere ascoltati suoni informativi ad alta
frequenza, sono preferibili protettori auricolari con una caratteristica di
attenuazione sonora uniforme in tutto il campo di frequenza;
-
segnali di avvertimento e trasmissione di messaggi verbali: quando
il riconoscimento di suoni come segnali di avvertimento e messaggi verbali può
essere critico, sono preferibili protettori auricolari con una caratteristica
sonora uniforme in tutto il campo di frequenza. I requisiti dei segnali
acustici di pericolo sono considerati soddisfatti se le persone presenti
nell’area di ricezione del segnale riconoscono il segnale acustico di pericolo
indossando, se necessario, i propri protettori dell’udito. Utilizzando
l’analisi in banda d’ottava è possibile selezionare il dispositivo di protezione
più adatto per un dato segnale e per un dato rumore ambientale”;
-
localizzazione della sorgente: talvolta può essere necessaria
“l’identificazione della direzionabilità di una sorgente sonora. La
localizzazione può risultare compromessa quando si indossano protettori
auricolari, in particolare le cuffie”.
Ente Bilaterale Emilia Romagna, Ente
Bilaterale Artigianato Marche, Regione Marche, Regione Emilia-Romagna, Inail, “ ImpresaSicura_DPI”, documento inserito nel progetto
“ImpresaSicura”, validato come buona prassi nella seduta del 27 novembre 2013
(formato PDF, 25.38 MB).
Il sito “ Impresa Sicura”: l’accesso
via internet è gratuito e avviene tramite una registrazione al sito.
RTM
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