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"Esposizione agenti chimici: le “Linee Guida” dell'Arpa"
fonte puntosicuro.it / Sicurezza
28/03/2012 - Ha preso il via dalla
Basilicata la sperimentazione di un modello per analizzare e classificare
l’esposizione dei lavoratori che usano e manipolano sostanze potenzialmente
pericolose. I ricercatori lucani dell’Arpab hanno avuto un ruolo di spicco per
testare il sistema elaborato nell’ambito di un progetto, nato nel 2006, che ha
coinvolto le Arpa di Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Campania e
Sicilia.
Il
sistema è stato presentato a Potenza al Teatro Stabile nel corso di un convegno
sulle “Linee Guida per la Valutazione del Rischio da esposizione ad agenti
chimici pericolosi e ad agenti cancerogeni e mutageni”, alle quali dovranno
uniformarsi i laboratori del sistema sanitario e agenziale dove i lavoratori
vengono a contatto con sostanze potenzialmente pericolose.
Arpa
– Basilicata - Linea guida per la valutazione del rischio chimico nei
laboratori delle Agenzie Ambientali (
Elaborate
dal Centro Interagenziale “Igiene e Sicurezza del Lavoro” di Ispra, le “Linee
Guida” operano effettuando la valutazione del rischio chimico a partire
dall’identificazione delle diverse sostanze.
Si
tratta di un sistema che, partendo dall’analisi dalla realtà nella quale si
trovano ad agire professionisti delle Arpa, può essere esportato ad ogni
lavoratore che viene in contatto con sostanze potenzialmente chimiche.
Obiettivo del Gruppo di Lavoro è, infatti, la concreta attuazione di un
percorso per elaborare uno strumento originale che garantisca maggiore tutela
della salute e del benessere dei lavoratori.
Utilizzando
fogli di calcolo excel e semplici strumenti informatici, si cerca di
individuare situazioni di rischio e di offrire buone pratiche e tecniche per
affrontare eventuali criticità.
La
conoscenza della pericolosità delle sostanze in uso e la loro quantificazione,
mediante il calcolo dell’indice di rischio, rappresenta l’elemento fondamentale
dello studio e consente di mettere in atto misure precauzionali per tutelare la
salute del lavoratore sovraesposto a sostanze delle più svariate tipologie di
pericolosità (tossiche, cancerogene, infiammabili, irritanti, sensibilizzanti,
ecc.) presenti nei cicli produttivi anche se utilizzati in piccole e talvolta
modeste quantità.
“La
creazione di condizioni di lavoro sicure e sane rappresenta oggi una sfida. E’
necessario diffondere una nuova cultura che deve essere costruita
congiuntamente da Governi, datori di lavoro e professionisti. Una cultura della
salute e della sicurezza, in cui il diritto ad un ambiente di lavoro salutare
viene rispettato a tutti i livelli, a cui tutti contribuiscono attivamente
attraverso un sistema di responsabilità e doveri ben definiti e dove la
prevenzione ricopre un ruolo prioritario”.
Lo
ha dichiarato l’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, Vilma Mazzocco
intervenendo al convegno.
“Le
linee guida - ha aggiunto - rappresentano un valido e concreto strumento di
lavoro a supporto degli operatori di settore, dei tecnici della sicurezza, dei
professionisti e di tutti coloro che si occupano di prevenzione. La valutazione
del rischio e dell’esposizione dei lavoratori ad agenti cancerogeni e mutageni
è senza dubbio uno degli aspetti principali che riguardano le misure di tutela
della salute. Al momento non abbiamo a disposizione una normativa nazionale che
fornisce indicazioni sulla metodologia da adottare, dunque, diventa importante
raccogliere quei principi utili per richiamare l’attenzione sulle norme di
comportamento da adottare e le misure di prevenzione e protezione e dettagliare
una metodologia per la valutazione del rischio chimico chiara, basata su
indicatori precisi e ben calibrati sull’attività da tenere sotto controllo. La
cultura della sicurezza va promossa tra tutti i cittadini già in giovane età,
iniziando dalla scuola, così come i datori di lavoro devono impegnarsi a
favorire un ambiente sano, senza dimenticare che, per garantire un luogo di
lavoro sicuro, molto dipende anche dall’atteggiamento e dal comportamento
individuale degli operatori”.
“L’iniziativa
rappresenta un esempio virtuoso di concertazione tra Enti pubblici”, ha detto
il direttore generale del Dipartimento Salute della Regione Basilicata -
Domenico Tripaldi. “La valorizzazione delle professionalità pubbliche –ha
aggiunto Tripaldi- rappresenta, in questo particolare momento di contrazione di
risorse pubbliche destinate alla sanità, un’occasione per sperimentare nuovi
virtuosismi tra gli Enti, finalizzati non solo a garantire il diritto alla
salute, ma anche a migliorare le performance di spesa”.
“L’innovativo
sistema presentato oggi testimonia la capacità e l’impegno dei nostri tecnici
che hanno contribuito a mettere a punto un modello originale che oggi è
adottabile in tutta Italia, per incrementare le garanzie per i lavoratori
esposti al contatto, anche se in minima quantità, di sostanze potenzialmente
tossiche”. Lo ha sottolineato il direttore generale dell’Arpab Raffaele Vita.
“Ringrazio
i nostri professionisti Donato Lapadula e Sante Muro che hanno coordinato il
progetto svolto da cinque Arpa, mettendo in campo un lavoro dalla credibilità
tecnico scientifica riconosciuta a livello nazionale”.
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