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"La valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico in una mensa"
fonte www.puntosicuro.it / Salute
16/10/2013 - Le esperienze pratiche di valutazione e gestione del rischio
lavorativo possono essere utili a molte aziende. Ancor più se in
relazione a rischi molto diffusi, ma raramente identificati, valutati e
ridotti in modo adeguato.
Stiamo parlando del rischio e del danno da
sovraccarico biomeccanico, con riferimento
alle esperienze presentate nel seminario internazionale “ La prevenzione e gestione del rischio da sovraccarico biomeccanico: la parola alle imprese e non solo”, organizzato il 14 e 15 giugno 2012 a Milano da EPM (Unità di Ricerca Ergonomia della Postura e del Movimento).
È possibile trovare indicazioni sulla valutazione del rischio da sovraccarico biomeccanico nelle attività di ristorazione e per la mansione di cuoco, ma è invece difficile trovare materiale relativo alla
valutazione per gli addetti alla distribuzione dei pasti in mense o
in self-service. Per questo motivo ci soffermiamo oggi su un intervento
che offre informazioni sull’applicazione dei metodi di valutazione del
rischio da sovraccarico più accreditati nella nuova
mensa di un ospedale piemontese di recente costruzione.
Tiziano Menduto
In “
La valutazione del
rischio di sovraccarico biomeccanico del rachide e degli arti superiori nella
mensa aziendale di un ospedale”, a cura del Dr. Alberto Baratti e la
D.essa Angela Merogno (Servizio Medicina del Lavoro, A.S.L. CN 1 – Regione
Piemonte), viene dunque affrontata la valutazione condotta in una mensa
ospedaliera che vede impiegati 18 addetti (17 donne) operanti con turni part-time
e su rotazioni mensili. Nella mensa “viene svolta esclusivamente attività di
distribuzione pasti e non di preparazione, con una media di 500 pasti/die
serviti nella mensa interna a dipendenti e visitatori, e nei reparti di degenza
ai pazienti”.
In particolare vengono affrontate
varie mansioni svolte in mensa, nei piani di degenza e in entrambi i luoghi: ad
esempio con riferimento alla mansione di
addetto
lavaggio, di
distribuzione pasti
presso mensa e
distribuzione pasti
ai piani.
Poiché dall’osservazione del
ciclo di lavoro “è emersa la presenza di pericolo da movimentazione
manuale dei carichi, di movimenti e sforzi ripetuti degli arti superiori e
di operazioni di traino e spinta in tutte le mansioni”, si è dunque proceduto
ad un’analisi dei rischi rispettivamente con:
-
Metodo OCRA “Checklist OCRA modello tradizionale”: “la scelta nasce
dall’esigenza di ottenere una prima mappatura del rischio delle varie
postazioni di lavoro. Nonostante lo strumento utilizzato non offra la stessa
precisione dell’indice OCRA è stato comunque utilizzato per rispondere alla
necessità di stimare, in tempi relativamente brevi, il livello di rischio di
ogni postazione di lavoro”;
-
Metodo NIOSH “Variable Lifting Index (VLI)”: “nel caso in esame i
compiti con sollevamento manuale dei carichi erano caratterizzati da diverse
tipologie di oggetti (con pesi diversi) e con differenti geometrie (punti di
prelievo e deposito con differenti altezze verticali e distanze orizzontali)”;
-
Norma ISO 11228-2 metodo 1: “è stato scelto il suddetto metodo
perché consente una semplice analisi del compito, mediante prospetti
psicofisici che individuano i valori di riferimento delle forze iniziali e
delle forze di mantenimento”.
Nel documento, che vi invitiamo a
visionare integralmente, sono riportati i risultati relativi alle varie analisi
e mappature dei rischi, nonché i vari momenti critici per ogni mansione
analizzata.
Ad esempio per il sovraccarico
biomeccanico degli arti superiori questi sono i punteggi finali per mansione ottenuti
con
check-list OCRA:
- Addetto distribuzione presso
mensa: Arto dx (8,57), Arto sx (8,59);
- Addetto distribuzione ai piani:
Arto dx (5,95), Arto sx (7,94);
- Addetto lavaggio: Arto dx
(11,25), Arto sx (7,72);
- Jolly (un lavoratore addetto
alla distribuzione pasti presso mensa che durante i 4 giorni si alterna tra le
operazioni di lavaggio e distribuzione): Arto dx (10,41), Arto sx (8,92).
Riguardo poi alla
valutazione della movimentazione manuale
dei carichi si segnala che in queste attività le attività di movimentazione
manuale dei carichi “sono eseguite durante lo scarico delle derrate
alimentari”. E durante l’osservazione dell’attività di scarico delle derrate
alimentari “si è notato che ricorrono i fattori di rischio” citati dall’allegato
XXXIII del D.Lgs. 81/2008. Se la fase di scarico ha una durata variabile, per
poter applicare il
metodo NIOSH per
compiti variabili si è presa in considerazione una durata di 30 minuti.
Vi rimandiamo al documento per la
lettura del punteggio ottenuto.
Infine per la
valutazione del rischio da traino e spinta
viene riportata una tabella con i fattori di rischio citati dalla ISO 11228-2.
Sono presenti infatti “numerosi fattori di rischio citati dal prospetto A.3.
(Lista di controllo) da compilare per l’applicazione del metodo 1 della ISO
11228-2”.
Ad esempio riguardo alla
postura, nell’attività di traino e
spinta dei carrelli ai piani “si notano torsioni del tronco per effettuare le
curve, mentre nell’attività di traino e spinta dei carrelli dall’area di carico
scarico derrate alimentari al locale mensa gli addetti hanno il tronco
inclinato lateralmente poiché hanno la visuale limitata dal carico”.
Concludiamo questa breve
presentazione del documento, curato dal Dr. Baratti e dalla D.essa Merogno,
riportando gli
interventi di
miglioramento proposti.
Innanzitutto per il sovraccarico
degli arti superiori sono proposti degli
interventi formativi:
- “per il corretto utilizzo delle
attrezzature di lavoro: alcune addette, tra il passaggio di un cestello e
l’altro dentro il lava-ceramiche, tengono il braccio completamente sollevato,
al di sopra della spalla, pur non essendo necessario;
- per eliminare azioni tecniche
inutili: alcune addette, durante la scomposizione del vassoio, tengono le
posate in mano, anche quando non hanno devono svuotare i piatti del loro
contenuto;
- come indicato dalla ISO 11228-2
punto 3.2.1.8 ‘
gli operatori dovrebbero
essere addestrati a eseguire in modo sicuro ciascun compito e a riconoscere i
luoghi di lavoro, compiti e condizioni delle attrezzature che presentano
pericoli’.
Sono proposti inoltre specifici
interventi tecnici:
- “attualmente presso la mensa
vengono utilizzati piatti in ceramica, bicchieri in vetro e posate in metallo.
L’utilizzo di piatti, posate e bicchieri in plastica, carta o di altro
materiale riciclabile e la raccolta differenziata ad opera dell’utenza
comporterebbe una riduzione del rischio per le addette in quanto le operazioni
di lavaggio si ridurrebbero alle bacinelle, ai coperchi, ai mestoli e ai
vassoi, e le addette non dovrebbero più svuotare ogni vassoio degli avanzi
lasciati dall’utenza;
- il rifornimento degli
espositori frigo di piatti freddi comporta che le addette infilino il braccio
dentro la vetrinetta assumendo delle posture incongrue della mano e del braccio;
i movimenti si ripetono nel momento in cui l’addetta debba servire un piatto ad
un utente. Tali movimenti possono essere evitati munendo l’espositore frigo di
apertura anche verso l’utente, in modo tale che possa servirsi da solo, sotto
il controllo dell’operatore. La doppia apertura dell’espositore frigo
renderebbe più agevole il suo rifornimento e la sua pulizia evitando alle
addette di assumere posture
incongrue;
- durante la distribuzione dei
pasti l’addetta, nel porgere il piatto all’utente, deve compiere un movimento
di estensione del braccio ostacolato dall’altezza della vetrinetta; per tale
motivo ogni volta che l’addetta deve consegnare un piatto porta il braccio
quasi ad altezza spalla. Abbassando la vetrinetta si eviterebbe tale movimento
e il cibo rimarrebbe comunque protetto;
- i lavandini risultano troppo
bassi; le addette sono costrette a compiere numerose flessioni della schiena
durante le operazioni di lavaggio;
- durante la scomposizione dei
vassoi le addette devono riporre i bicchieri in un cestello collocato oltre la
lunghezza del loro braccio teso, costringendole ad una torsione delle spalle e
del busto;
- riprogettare le attività di
pulizia dei carrelli al fine di ridurre le posture
incongrue del rachide e degli arti inferiori e superiori (utilizzare ad
esempio una lava-carrelli chiusa)”.
A
livello organizzativo si consiglia di “rivedere la rotazione del
personale sulle diverse attività, migliorando l’alternanza tra attività
diversamente sovraccaricanti”.
Infine per la
movimentazione manuale dei carichi e
per il
traino e spinta si segnala
che “i poli-box presenti sopra il carrello bagno-maria vengono presi e
sollevati ad opera di n° 2 addetti, e posizionati sopra il carrello di servizio
per essere portati verso il locale magazzino. I poli-box non riescono ad essere
posizionati in piano sul carrello di cortesia poiché non è di dimensioni tali
da poter contenere 2 poli-box, infatti uno dei due viene lasciato in posizione
obliqua; successivamente vengono impilati altri poli-box. Durante il traino dei
carrelli verso il locale magazzino gli addetti hanno la visuale completamente
ingombra dai poli-box impilati , pertanto devono inclinare lateralmente il
collo per poter guardare in avanti per evitare urti o incidenti. Durante il
traino del carrello i poli-box, non essendo in piano, rischiano di cadere
comportando un rischio di infortunio per l’addetto”.
Un
intervento formativo potrebbe consistere nell’addestrare le addette
“che devono salire ai piani di degenza con i carrelli ad aprire le 2 porte prima
di iniziare a spingere i carrelli in modo da evitare alcune interruzioni
durante l’attività di traino”.
Mentre semplici
interventi tecnici di prevenzione del
rischio prevedono l’utilizzo di “un altro tipo di carrello per il carico e il
trasporto dei poli-box” e l’eliminazione del “dislivello tra ascensore e
corridoio”.
“ La valutazione del rischio di sovraccarico biomeccanico del
rachide e degli arti superiori nella mensa aziendale di un ospedale”, a
cura del Dr. Alberto Baratti e la D.essa Angela Merogno (Servizio Medicina del
Lavoro, A.S.L. CN 1 – Regione Piemonte), intervento al seminario internazionale
“La prevenzione e gestione del rischio da sovraccarico biomeccanico: la parola
alle imprese e non solo” (formato PDF, 649 kB).
Tiziano Menduto
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