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"Valutare il rischio incendio nelle residenze sanitarie assistenziali"
fonte www.puntosicuro.it / Rischio incendio
06/05/2016 - Non sono inusuali le
emergenze, di varia tipologia, nelle strutture sanitarie e, in particolare, nelle
residenze sanitarie assistenziali (RSA).
RSA che spesso hanno ospiti con difficoltà varie (motorie, cognitive,
sensoriali, ...), che possono essere ospitate in edifici che non hanno
tenuto nel debito conto le possibili emergenze o che hanno personale
dipendente da imprese esterne con problematiche di coordinamento e, se
presenti molti lavoratori stranieri, di comprensione linguistica.
Proprio per il miglioramento della
gestione delle emergenze in queste strutture riprendiamo un documento dell’ Azienda Sanitaria Locale di Milano (ATS Milano) di qualche anno fa, ma ancora utile per favorire la tutela della salute e sicurezza di lavoratori e ospiti.
Nel documento dal titolo “ Linee
guida per la gestione delle emergenze nelle RSA”, curato da Giovanni Pianosi con la collaborazione di Sonia Bianchi, non
solo vengono distinti i tre momenti operativi delle emergenze e presentato un
quadro d’insieme delle azioni da svolgere, ma sono riportate anche le “
tracce per la valutazione” e per
l’elaborazione di specifici piani in relazione ad alcune tra le principali
tipologie di emergenze.
Riguardo al
rischio incendio facciamo riferimento oggi alla “
Traccia per la valutazione del rischio
d’incendio”, a cura di Sonia Bianchi e con la collaborazione di Giovanni
Pianosi.
Si indica che l'incendio è “il tipo
di emergenza che preoccupa di più nella maggior parte dei contesti lavorativi,
incluse le RSA, perché rappresenta:
- un
pericolo diretto per le persone in quanto può provocare: ustioni
per contatto con le fiamme o con materiali ad alta temperatura o per
esposizione a fumi caldi; gravi danni all'apparato respiratorio per inalazione
dei fumi o dei prodotti di combustione;
- un
pericolo indiretto perché può coinvolgere i reparti o i locali
tecnici con rischi per le persone dovuti al venir meno delle normali condizioni
di funzionamento e di sicurezza. Si possono avere, ad esempio: ostruzione degli
spazi con impossibilità a percorrere le vie di esodo; ostacoli alla visibilità
per la presenza di fumo e difficoltà ad individuare la segnaletica di emergenza
e le vie di esodo;
contatto con parti elettriche (impianti, prese, prolunghe, cavi) e possibile
interruzione dell'energia elettrica (black-out) con i disservizi che ne
conseguono”.
Ricordando che le RSA sono tra le
attività a rischio elevato (DM 10 marzo 1998) “più per la presenza al loro
interno di numerose persone con limitazioni motorie che per l’intrinseca
pericolosità delle attività che vi si svolgono”, la scheda indica che in ogni
RSA si deve fare un’attenta
valutazione
del rischio di incendio:
- “censendo accuratamente i
materiali e le sostanze infiammabili o combustibili che possono essere
reperite: nei materiali impiegati per la costruzione degli edifici e per la
realizzazione degli infissi; negli arredi e nei complementi d’arredo; nei
prodotti impiegati (gas e liquidi infiammabili, etc.); nei materiali
combustibili (legno, carta, plastica, etc.) conservati nei locali e negli spazi
di deposito, nelle cantine, nei solai, negli archivi;
- ricercando accuratamente le
possibili sorgenti di innesco con particolare attenzione: agli aspetti
strutturali ed alle modalità d’impiego dell’impianto elettrico, delle macchine
e delle attrezzature elettriche ‘ufficiali’ per la possibile formazione di scintille o per
il surriscaldamento di loro parti; all’uso di apparecchiature elettriche ‘abusive’
(stufette, abat-jour, macchine per il caffè, etc. che i lavoratori o gli ospiti
hanno portato all’interno della RSA senza che siano state verificate da
personale tecnico dell’RSA); al rispetto delle regole e dei limiti posti al
fumo di sigaretta; allo svolgimento di attività straordinarie (manutenzione,
modifiche strutturali, etc.) che possono comportare l’uso di fiamme libere o la
produzione di scintille (taglio ossiacetilenico, molatura, saldatura, etc.); alle
sorgenti di calore causate da attriti.
Riportiamo per concludere un
elenco delle
misure più importanti per
la prevenzione degli incendi.
Misure di tipo tecnico:
- “realizzazione di impianti
elettrici conformi alle norme CEI e alle regole dell'arte;
- messa a terra di impianti,
strutture e masse metalliche per evitare la formazione di cariche
elettrostatiche;
- impianti di protezione contro
le scariche
atmosferiche conformi alle regole dell'arte;
- ventilazione degli ambienti in
presenza di vapori, gas o polveri infiammabili;
- impianti per il rilievo e la
rapida segnalazione dell'incendio;
- impianti di spegnimento”.
Misure organizzative e gestionali di carattere generale:
- “corretta manutenzione degli
impianti e delle apparecchiature elettriche;
- eliminazione o sostituzione,
per quanto possibile, delle sostanze infiammabili e dei materiali combustibili;
- rispetto dell'ordine e della
pulizia per evitare l’accumulo di materiali combustibili;
- definizione di procedure per
l’adozione di comportamenti sicuri;
- informazione, formazione e
addestramento dei lavoratori;
- vigilanza sul rispetto delle
misure antifumo”.
Riguardo, infine, alle
misure specifiche a cura degli addetti alla
prevenzione incendi, si indica che i lavoratori incaricati della prevenzione
incendi “devono effettuare periodici controlli per accertare l'efficienza
delle misure di prevenzione degli incendi sulla base di idonee liste di
controllo. Tra i controlli più rilevanti si ricorda l’opportunità di verificare
che:
- le porte resistenti al fuoco
siano mantenute nella loro configurazione di progetto (sempre aperte o sempre
chiuse);
- siano messe fuori tensione le
apparecchiature elettriche che non devono restare in servizio;
- siano spente o lasciate in
condizioni di sicurezza tutte le fiamme libere;
- siano stati rimossi tutti i
rifiuti e gli scarti combustibili;
- siano stati depositati in
luoghi sicuri tutti i materiali infiammabili;
- siano sempre efficienti gli
impianti per la rilevazione e la segnalazione degli incendi e gli impianti e le attrezzature
per il loro spegnimento”.
Azienda Sanitaria Locale di
Milano, “ Linee
guida per la gestione delle emergenze nelle RSA”, a cura di Giovanni
Pianosi (ASL di Milano) con la collaborazione di Sonia Bianchi (ASP Golgi
Redaelli) (formato PDF, 315 kB).
Tiziano Menduto
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