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"Macchine: utilizzare in sicurezza la piastra vibrante"
fonte www.puntosicuro.it / Sicurezza Macchine ed Attrezzature
24/05/2016 - Una delle macchine operatrici utilizzate per la realizzazione delle opere stradali, principalmente per la compattazione di inerti e di conglomerati bituminosi o cementiti, è il
costipatore a piastra vibrante, chiamato anche
piastra vibrante o piastra battente. E il costipatore può essere - secondo la norma tecnica
UNI EN 500-1 (“Macchine mobili per costruzioni stradali – Sicurezza. Parte 1: Requisiti generali”) – di due tipologie:
- a comando diretto, ossia manovrato “mediante un operatore in
contatto fisico con la macchina (seduto o in piedi sulla macchina, o
camminando dietro la macchina utilizzando i comandi posizionati
sull’impugnatura)”;
- a comando indiretto, ossia manovrato senza contatto fisico
dell’operatore con la macchina (comandi distanza, con cavo o senza
fili)”.
Per analizzare i rischi per gli operatori addetti alle
piastre vibranti a comando diretto, e le misure di prevenzione correlate, possiamo fare riferimento ad una scheda contenuta nella seconda parte del manuale “ Le macchine in edilizia. Caratteristiche e uso in sicurezza”, un documento nato dal rapporto di collaborazione tra l’ INAIL Piemonte e il CPT Torino.
La “
Scheda 15 – Piastra vibrante”, come le altre schede del manuale,
presenta nel dettaglio gli elementi costituenti della macchina (motore, piastra
ed impugnatura), i dispositivi di sicurezza (controllo della macchina, posto
operatore, protezione dei comandi, protezione delle parti pericolose), con
riferimento alle norme tecniche UN EN 500-1 e UNI EN 500-4, e i vari
dispositivi di comando e di controllo.
La scheda si sofferma anche sui
fattori di rischio e sulle
misure di sicurezza da adottare per
prevenirli.
Riguardo agli “
urti, colpi, impatti, compressioni,
schiacciamento” si indica che questo rischio è dovuto alla “mobilità della
macchina”. Ad esempio “se utilizzata su superfici con eccessiva pendenza o
troppo cedevoli, la piastra può ribaltarsi o affondare esponendo a possibili
urti/colpi l’operatore ed eventuali altre persone presenti nell’area di
lavoro”.
E per prevenire tale rischio
“occorre utilizzare la macchina nel rispetto dei limiti previsti dal
fabbricante; è inoltre necessario che i lavoratori operanti nell’area stiano a debita
distanza”.
Un fattore di rischio è
correlato agli
agenti chimici.
Infatti il rischio di contatto
con agenti chimici “può avvenire durante le operazioni di manutenzione
dell’attrezzatura ad esempio per l’uso di oli minerali e grasso e nella fase di
rifornimento di carburante. Per far fronte a questi rischi, le operazioni di
manutenzione ordinaria devono essere eseguite con attrezzature adatte allo
scopo ed efficienti (es. contenitori, imbuti, pistole ingrassatrici). Se la
piastra vibrante è destinata ad essere utilizzata in ambienti con aria
inquinata, devono essere prese specifiche precauzioni per proteggere
l’operatore dal rischio (ad esempio sistemi di aerazione artificiale)”.
La scheda ricorda che durante
l’uso della piastra vibrante “può essere necessario fare uso di idonei dispositivi
di protezione delle vie respiratorie, sia per la presenza di polvere sia
per la presenza dei fumi di bitume”. La scheda dedica uno specifico paragrafo
alle problematiche correlate alle attività di asfaltatura.
Altri rischi sono correlati ad
agenti fisici come il
rumore e le
vibrazioni.
Si segnala che il valore di
esposizione a rumore dell’operatore è “fortemente
influenzato dallo stato di conservazione dell’attrezzatura e dal corretto
fissaggio dei ripari”. E laddove si operi in ambienti chiusi “il rumore risulta
‘amplificato’ dal riverbero dovuto all’ambiente confinato”.
Secondo alcune misurazioni
effettuate dal CPT di Torino è possibile affermare che “l’uso della piastra
vibrante, in genere, espone l’operatore a livelli di pressione sonora
mediamente compresi tra 113 dB(A) e 120 dB(A)”.
Ricordando che la valutazione di
questo rischio determina le misure preventive e protettive da adottare, si segnala
che il rumore prodotto dalla macchina “deve essere contenuto con la sua
manutenzione”. E l’operatore “deve fare uso dei DPI
dell’udito; in alcuni casi può essere necessario fare ricorso alla
turnazione tra gli operatori”.
Anche il
valore di vibrazioni a cui è sottoposto l’operatore è “fortemente
influenzato dallo stato di conservazione della piastra vibrante, in particolare
dei dispositivi antivibrazioni della piastra e dal tipo di materiale da
compattare”. Secondo le misurazioni effettuate dal CPT di Torino “è possibile
affermare che la piastra vibrante, in genere, determina valori di vibrazioni al
sistema mano-braccio mediamente compresi tra 10 m/s2 e 15 m/s2”.
Come per il rischio rumore è la
valutazione di questo rischio a determinare le misure da adottare. In ogni caso
si può contenere il livello di vibrazioni con un’adeguata manutenzione della
macchina, “ma, considerati i livelli medi di vibrazioni, per il suo utilizzo
prolungato risulta necessario adottare la turnazione tra gli operatori. Gli
addetti devono fare uso dei guanti antivibrazioni, in particolar modo nella
stagione fredda”.
Veniamo, più brevemente, ad
altri fattori di rischio per gli
operatori:
-
investimento: “i lavoratori esposti al traffico veicolare, che
operano in prossimità della delimitazione del cantiere o che comunque sono
esposti al traffico dei veicoli nello svolgimento della loro abituale attività
lavorativa, anche breve, sono esposti a questo rischio. Per prevenire tale
rischio è necessario delimitare e segnalare adeguatamente il cantiere e fare
uso di indumenti ad alta visibilità”;
-
seppellimento e sprofondamento: “tale rischio può essere presente
qualora si operi all’interno di scavi: è necessario, prima di utilizzare la
piastra, accertarsi che le pareti
dello scavo siano sicure al fine di prevenire franamenti, considerate anche
le vibrazioni trasmesse dalla piastra”;
-
gas di scarico: “la quantità di inquinanti presenti nel gas di
scarico, che può essere inalata dai lavoratori addetti, dipende dalla corretta
manutenzione del motore e dal luogo in cui opera la macchina”. E in caso di
operazioni in ambienti chiusi occorre “provvedere ad una corretta aerazione
naturale o artificiale dell’ambiente e, qualora non sufficiente, predisporre un
sistema di allontanamento dei fumi di scarico insieme, se necessario, all’uso
di maschere respiratorie”;
-
calore, fiamme: “in presenza di materiali, sostanze o prodotti
infiammabili, devono essere adottate, a seconda dei casi, le misure atte ad
impedirne i rischi conseguenti. Il rischio è presente durante l’operazione di
rifornimento di carburante, in modo particolare nel caso di piastra vibrante
con alimentazione a benzina o miscela, e per contenerlo è necessario: che nelle
immediate vicinanze della piastra vibrante sia disponibile almeno un idoneo estintore;
spegnere il motore e non fumare”.
Rimandando alla lettura integrale
del documento, riportiamo infine - “fermo restando le indicazioni contenute
nelle istruzioni d’uso di ogni macchina” - le
istruzioni per
l’impiego
corretto della piastra vibrante:
Istruzioni prima
dell’uso
- “verificare la consistenza dell’area da compattare;
- verificare l’efficienza dei comandi;
- verificare l’efficienza del carter coprimotore;
- verificare l’efficienza del carter della cinghia di
trasmissione”.
Istruzioni durante
l’uso
- “non lasciare la macchina in moto senza sorveglianza;
- non utilizzare la macchina in ambienti chiusi e poco
ventilati;
- tenere saldamente l’impugnatura e mantenere una postura
corretta durante l’attività;
- rispettare i limiti di pendenza del terreno indicati dal
fabbricante;
- durante il rifornimento di carburante tenere a
disposizione un estintore, spegnere il motore, attendere il suo raffreddamento e
non fumare;
- segnalare tempestivamente eventuali malfunzionamenti o
situazioni pericolose;
- utilizzare i DPI previsti”.
Istruzioni dopo l’uso
- “chiudere il rubinetto del carburante;
- eseguire le operazioni di revisione e manutenzione
necessarie al reimpiego della macchina a motore spento;
- segnalare eventuali guasti e
anomalie”.
Ricordando che alla scheda è
allegata un lista di controllo, concludiamo riportando l’
indice della “
Scheda 15 – Piastra
vibrante”:
1. DESCRIZIONE
2. ELEMENTI COSTITUENTI
2.1 MOTORE
2.2 PIASTRA ED IMPUGNATURA
3. DISPOSITIVI DI SICUREZZA
3.1 CONTROLLO DELLA MACCHINA
3.2 POSTO OPERATORE
3.3 PROTEZIONE DEI COMANDI
3.4 PROTEZIONE DELLE PARTI
PERICOLOSE
4. DISPOSITIVI DI COMANDO E DI
CONTROLLO
5. FATTORI DI RISCHIO
6. ISTRUZIONI PER L’USO
6.1 ISTRUZIONI PRIMA DELL’USO
6.2 ISTRUZIONI DURANTE L’USO
6.3 ISTRUZIONI DOPO L’USO
7. APPROFONDIMENTI
7.1 ATTIVITÀ DI ASFALTATURA
7.2 PRESENZA DI TRAFFICO
VEICOLARE
8. ADEMPIMENTI NORMATIVI
8.1 DOCUMENTAZIONE
8.2 CONTROLLI E VERIFICHE
8.3 ATTIVITÀ DI INFORMAZIONE,
FORMAZIONE E ADDESTRAMENTO
9. ANNOTAZIONI TECNICHE
10. RIFERIMENTI NORMATIVI
CPT di Torino, Inail Piemonte, “ Le
macchine in edilizia. Caratteristiche e uso in sicurezza”, edizione
settembre 2013 (formato ZIP, 1,5 MB).
La scheda: “ Scheda 15 – Piastra
vibrante” (formato ZIP, 3.4 MB).
RTM
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