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"Il controllo degli accessi in cantiere"
fonte puntosicuro.it / Edilizia
20/12/2011 -
Telecamere
di sorveglianza degli ingressi e delle recinzioni, tornello d’ingresso, sensori
RFid su scarpe ed elmetti e sensori di prossimità per avvertire il lavoratore
di un eventuale pericolo. Sono questi gli elementi più tangibili della
sperimentazione che l’Università degli Studi di Salerno intende attuare nei
cantieri del Campus Universitario, finalizzati a garantire la sicurezza nelle
costruzioni quale strumento innovativo per i suoi contenuti e i suoi sviluppi
applicativi.
In
primo luogo, le tecnologie entrano in cantiere sotto forma di badge magnetico,
che contiene dati non archiviabili e a disposizione del lavoratore, quali: nome
e cognome, qualifica, età, nazionalità, fotografia e altri sistemi
d’identificazione, impresa di appartenenza, indicazione del cantiere dove si
svolgono i lavori, attestazione di presenza, attestazione dei corsi
d’informazione e di formazione in relazione alla mansione svolta, DPI, sorveglianza
sanitaria, ecc..
L’aspetto
più importante, tuttavia, è quello che tende, con formazione e informazione, a costruire
una cultura della sicurezza e della prevenzione, che si accompagna ad una
cultura premiale per il committente, per le aziende e per i lavoratori.
La
sperimentazione consente l’identificazione certa e la certificazione della
regolarità del rapporto di lavoro, la registrazione delle ore di presenza degli
addetti, il controllo, tramite le telecamere, degli ingressi, dei varchi di
entrata e delle recinzioni a confine del cantiere e l’utilizzo da parte dei
lavoratori dei dispositivi di prevenzione. Il tornello di accesso al cantiere è
attivato solo dalla presenza del badge che consente l’accesso e dà la certezza
che il lavoratore che entra sia quello assunto. Interessante la dotazione su
scarpe, cintura ed elmetto, di sensori RFid, che consentono, con
l’accoppiamento di un lettore di prossimità, di segnalare al lavoratore la sua
entrata in una zona di pericolo.
L’utilizzo
delle tecnologie rappresenta un elemento importante per accrescere la capacità
di prevenire e contrastare gli infortuni
sul lavoro, operando sia nel verso dell’applicazione delle normative, sia
nella regolarità dei rapporti di lavoro.
La
struttura dell’impianto si basa sul controllo centralizzato delle informazioni
inerenti agli accessi sviluppato su piattaforma web-based. Per il controllo
degli automezzi è previsto un varco bidirezionale veicolare attivo installato
all’ingresso del cantiere. I mezzi dovranno essere dotati di un identificativo
attivo Booster (TAG RFid attivo) capace di individuare il Badge passivo
dell’autista, trasmettendo al sistema entrambi i codici, identificando e associando
quindi il mezzo al conducente.
Nel
caso di mancata autorizzazione del mezzo o del conducente, si attiva l’allarme
al personale addetto (Coordinatore della Sicurezza in fase di Esecuzione, Direttore dei Lavori,
Direttore Tecnico di Cantiere, ecc.) sia con SMS sia con mail. La segnalazione
è monitorizzabile inoltre in tempo reale tramite l’impianto di
videosorveglianza collegato direttamente al
software di gestione degli accessi. Il sistema è basato
sull'esclusiva tecnologia LNXessence, che a differenza delle tecnologie di
personal identification tradizionali (badge, tesserini, ecc.) e delle strong
authentication (sistemi biometrici) permette il riconoscimento a distanza, hand
free e long range. É un sistema d’identificazione a radio frequenza (RFid) a
transponder attivi con generazione di frequenza a bordo che permette di avere
molteplici vantaggi a partire dal fatto che il riconoscimento dell'individuo/mezzo
avviene in maniera del tutto automatica a distanza e senza la necessità di
alcun gesto da parte dell'utente nel farsi riconoscere, ma soprattutto con una
flessibilità unica dal punto di vista delle applicazioni. La grande
flessibilità del sistema dà la libertà di creare soluzioni per qualsiasi
esigenza: può gestire gli accessi secondo i classici processi di controllo
basati sull’identificazione di persone o mezzi, fasce orarie, etc.; può
monitorare e tenere traccia di tutti i movimenti d'ingresso e di uscita dal
varco; consente di associare un TAG attivo (che identifichi il mezzo) e un TAG
passivo che identifichi il conducente
creando
l'associazione mezzo e conducente ai varchi di accesso/uscita e funzionalità
hand free e long range; i dati di controllo possono essere gestiti dal software
anche in remoto via intranet.
A
lato dell’accesso dedicato ai veicoli, viene installato il varco bidirezionale (ingresso/uscita)
pedonale utilizzando un tornello per regolare l’afflusso del personale che è dotato
di badge a rilevamento passivo. Questa soluzione d’impianto di controllo
accessi consente di fare entrare in cantiere soltanto chi è autorizzato,
sapendo sempre in real-time chi è all’interno, che sia veicolo o persona. Si
possono assegnare badge temporanei ad esterni o visitatori giornalieri e non,
potendo stabilire una validità per la tessera provvisoria che viene consegnata.
Altro
elemento focalizzato sulla sicurezza della persona è di dotare i dispositivi
DPI di TAG attivo posizionato sull’elmetto di ogni addetto, e associare la
presenza del dipendente all’interno del cantiere con la presenza dell’elmetto e
con eventuali dispositivi di sicurezza personale. I dispositivi
di protezione individuale (elmetto, cinture, calzature, cuffie, guanti, ecc.)
sono indispensabili per l’attuazione dei sistemi di prevenzione e protezione
dagli infortuni. Spesso l’operatore per dimenticanza o negligenza non indossa
il materiale obbligatorio rischiando infortuni e incidenti gravi. Questa
negligenza impatta per altro anche sull’azienda a livello assicurativo e di
responsabilità penale. Il sistema permette di verificare se il lavoratore
indossa effettivamente tutti i dispositivi di protezione individuale che sono
obbligatori in determinati ambienti lavorativi, monitora e storicizza il
corretto utilizzo dei dispositivi di sicurezza per ogni operatore. Il
dispositivo si basa su reti network che interconnettono dispositivi
indossabili, il cui raggio di copertura è inferiore a 2 metri.
Il
lavoratore è dotato di una cintura munita di Transponder Master (raccoglitore
di dati) e di tutti i dispositivi di sicurezza (casco, scarpe, cuffie, etc.)
con al loro interno i Transponder Slave. Gli slave effettuano una trasmissione
a intervalli regolari di tempo e segnalano la loro presenza, integrando le
informazioni con eventuali altre notizie necessarie per il monitoraggio. Il
master registra sulla memoria interna i dati pervenuti, durante la giornata. I dati
potranno essere scaricati e consultati direttamente dal master sollecitato da
un reader posto in prossimità di un varco o gestiti dal software anche in
remoto.
Ogni
set di DPI sarà associata a un master e ogni master a un operatore, fungendo
anche da
dispositivo
d’identificazione personale (RFid), in questo modo, ogni DPI risulterà dunque definito
e non interferente a livello di codifica con gli altri.
Infine
saranno messi in atto sistemi di gestione delle aree di sicurezza intorno a mezzi
in movimento (muletti, scavatori, autocarri, ecc.) o mezzi d'opera destinato
alla verifica selettiva della presenza di personale, dotato di transponder, nei
pressi del mezzo stesso in movimento. Sul mezzo mobile vengono installati
sensori attivi che vanno a creare intorno al mezzo delle aree di controllo.
Quando un lavoratore, dotato di transponder entra nell’area di controllo, il
guidatore del mezzo viene avvertito da un segnale sonoro e visivo della presenza
di una persona entro il raggio di 10÷15m. L'apparato di bordo gestisce le funzionalità
di memorizzazione del codice TAG dell'autista in modo tale da non generare falsi
allarmi e la segnalazione di allarme di presenza TAG attraverso un impianto
ottico acustico. Il sistema consente di creare la condizione ottimale in
qualsiasi tipologia di applicazione grazie al regolatore della potenza
trasmessa che regola la dimensione dell’area di controllo.
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