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"Incendio: l’ubicazione del gruppo di consegna dell’energia elettrica"
fonte puntosicuro.it / Rischio incendio
16/04/2012 - PuntoSicuro ha già presentato in passato i
Quaderni Tecnici prodotti dall’ Azienda
Sanitaria Locale di Milano per favorire la prevenzione e sicurezza negli
ambienti di lavoro.
Un Quaderno Tecnico è dedicato alle
attività soggette al controllo dei Vigili
del Fuoco. Attività che generalmente coincidono con gli ambienti a maggior
rischio in caso di incendio di cui alla
norma
CEI 64-8/7 (“Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non
superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua Parte
7: Ambienti ed applicazioni particolari”): ambienti che in caso di incendio
presentano maggiori rischi rispetto a quelli ordinari. Ad esempio a causa
dell’elevata densità di affollamento o per l’elevato tempo di sfollamento o per
l’elevato danno ad animali e cose, delle strutture
portanti combustibili, della presenza di materiale infiammabile o
combustibile in lavorazione, convogliamento, manipolazione o deposito.
E, come indicato nel Quaderno Tecnico che
presentiamo oggi in tali ambienti, “al fine di evitare che l’impianto elettrico
sia causa di innesco e/o propagazione di un incendio, la norma sopra citata
detta specifiche regole di installazione e di scelta dei componenti”.
Anche se tali regole “non forniscono
prescrizioni in merito alla posizione del
dispositivo
di interruzione e sezionamento utilizzato per l’interruzione di emergenza”.
Inoltre la norma è applicabile ai soli impianti elettrici “utilizzatori”.
Nel
Quaderno Tecnico dal titolo “
Attività soggette al controllo
dei vigili del fuoco - Corretta ubicazione del gruppo di consegna dell’energia
elettrica”, curato dal Dott.
Mauro Baldissin (Tecnico della Prevenzione), si sottolinea infatti che “nelle
attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco è richiesta la possibilità
di mettere fuori tensione l’ impianto elettrico,
o una sua parte, rapidamente e con un'unica manovra tramite un comando di
emergenza, identificato normalmente nell’interruttore generale”.
Un problema è che “alcune volte tale
interruttore generale e/o il
gruppo di consegna dell’energia elettrica
si trovano all’interno dello stesso edificio con pericolo d’incendio, in locale
non idoneamente compartimentato con resistenza al fuoco predefinita”.
La manovra di “apertura” dell’interruttore
generale, “diretta o indiretta, garantisce il sezionamento della linea
elettrica di alimentazione dell’impianto. Gli elementi attivi a monte dello
stesso (morsetti, cavi ed eventuali apparecchiature e linee della società
fornitrice di energia elettrica presenti nello stesso luogo) restano però in
tensione, sicché in caso
di emergenza, ad esempio in presenza di un incendio, anche dopo l’azionamento
del comando di emergenza permane un rischio per il personale addetto al
soccorso”.
Il presente lavoro - rivolto a quanti si
occupano della valutazione e gestione dei rischi a vario titolo (datori di
lavoro, RSPP, ecc.) e che possono verificare l’esistenza della situazione sopra
prospettata e promuovere le azioni eventualmente necessarie per ridurre il
rischio ad un livello accettabile – si sofferma dunque sul
comando di emergenza.
Tale comando di emergenza “può agire
direttamente sul dispositivo di potenza che effettua l’interruzione del carico
e che garantisce il sezionamento del circuito, oppure tramite un circuito di
comando a lancio di corrente o in apertura (relè di minima tensione) tramite
l’azionamento di uno o più pulsanti dislocati in posizione opportuna”.
Chiaramente questo comando di emergenza
“generale” (es. l’interruttore generale) “non deve togliere l’alimentazione ai
servizi di sicurezza, quali ad esempio le pompe
antincendio, gli ascensori antincendio, l’illuminazione di sicurezza, ecc.
e deve essere facilmente identificabile, a portata di mano e accessibile senza
pericoli”.
La sua
funzione
in caso di incendio “è quella di garantire la sicurezza contro i rischi di
natura elettrica al personale che interviene durante l’emergenza”: l’edificio
colpito dall’incendio deve infatti
“essere privo di impianti
elettrici in tensione per evitare infortuni agli addetti alle operazioni di
spegnimento, che ad esempio possono venire in contatto diretto o indiretto con
elementi in tensione oppure subire gli effetti di archi elettrici causati dal
cedimento degli isolanti”.
Quando viene azionato il comando di
emergenza “la zona di intervento è considerata priva di rischi
elettrici da parte del personale qualificato che gestisce l’emergenza
(esclusi come già detto i servizi di sicurezza)”.
Tuttavia, “
sovente, anche una volta azionato il comando di emergenza la zona di
intervento non è del tutto priva di rischi elettrici, in quanto sia il gruppo
di consegna dell’energia elettrica che il dispositivo di interruzione e
sezionamento comandato, si trovano all’interno dell’edificio in cui si è
sviluppato l’incendio”.
E in questo caso, “gli
elementi che rimangono in tensione, in sequenza, sono:
- la conduttura della società fornitrice
dell’energia elettrica;
- il gruppo di consegna e misura
dell’energia;
- la conduttura tra il gruppo di consegna e
l’interruttore/sezionatore comandato;
- lo stesso interruttore/sezionatore”.
Per i motivi esposti nel Quaderno si
ritiene dunque “
condizione necessaria
che negli ambienti in questione il gruppo di consegna e misura dell’energia
elettrica e l’interruttore/sezionatore comandato in emergenza, siano ubicati
all’esterno dell’edificio”.
Eventuali soluzioni alternative dovrebbero
essere “attentamente valutate da esperti di prevenzione incendi”.
Azienda
Sanitaria Locale di Milano, “ Attività
soggette al controllo dei vigili del fuoco - Corretta ubicazione del gruppo di
consegna dell’energia elettrica”, Quaderno tecnico curato dal Dott. Mauro Baldissin - Tecnico della
Prevenzione (formato PDF, 134 kB).
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